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Enti no profit

enti noprofitGli enti no profit costituiscono il cosiddetto Terzo Settore, ossia quel complesso di istituzioni che, all’interno del sistema economico, si collocano tra lo Stato e il mercato, in quanto costituiti in forma di soggetto privato ma finalizzati alla produzione di beni o servizi a destinazione pubblica o collettiva.

Gli enti no profit costituiscono il cosiddetto Terzo Settore, ossia quel complesso di istituzioni che, all’interno del sistema economico, si collocano tra lo Stato e il mercato, in quanto costituiti in forma di soggetto privato ma finalizzati alla produzione di beni o servizi a destinazione pubblica o collettiva.

Gli enti e le organizzazioni qualificabili come no profit sono soggetti caratterizzati da una serie di elementi:
• perseguimento di finalità socialmente rilevanti e di pubblica utilità;
• mancanza di finalità di lucro e di distribuzione di utili;
• natura privatistica;
• impiego di tutte le risorse per la realizzazione del proprio scopo e, soprattutto, reimpiego degli utili eventualmente maturati.

Sono organizzazioni che coniugano l’assenza di profitto con un intento altruistico e che si dedicano ad attività socialmente utili e rilevanti in diversi settori, quali quello culturale, di ricerca, di studio, assistenziale, sanitario, ambientale, sportivo.

Gli enti no profit possono essere strutturati in diverse forme giuridiche, quali ad esempio:

• associazioni riconosciute;
• associazioni non riconosciute;
• fondazioni;
• comitati;
• organizzazioni di volontariato;
• cooperative sociali;
• associazioni di promozione sociale;
• associazioni sportive dilettantistiche;
• O.N.L.U.S.;
• imprese sociali.

La scelta tra le forme giuridiche di enti non profit testè elencate è in funzione degli scopi concreti che le parti intendono perseguire.
Deve pagare le tasse? Quali? E come?
Deve pagare l’IRES? Sì (cfr. lett. c c. 1 art. 87 Testo Unico in materia di imposte sui redditi), se riceve un reddito imponibile (37% DPR 917/86 artt. 89;91; previste riduzioni per alcuni Enti solo se Persone Giuridiche DPR 601/73 art. 6) e se non gode delle agevolazioni riservate alle ONG, OdV, ONLUS.
Schematicamente:
formano Reddito imponibile (sono tassate) [TUIR: DPR 917/86 art.111]
o Reddito d’impresa – le attività commerciali e produttive (per capire cosa sia attività commerciale riferirsi alla FAQ Cos’è considerato attività commerciale?);
o Redditi Fondiari – dei fabbricati (ILOR esclusa – DL 504/92);
o Redditi di capitale – tranne CC bancari e postali e Titoli di Stato DPR 601/73 artt26;31;
o Redditi Diversi – cfr. DPR 917/86 art. 81
non formano imponibile (non sono tassate)
o le quote associative
o i contributi raccolti
o le donazioni
o i proventi delle attività non considerate commerciali (cfr risposta 22 per identificare quali esse siano)

Nel caso delle ONLUS il regime agevolativo previsto dal D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 si applica fin dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è effettuata la comunicazione (vedi alla FAQ Come si diventa Organizzazione di Volontariato o ONLUS o Associazione di Promozione Sociale?) prevista dall’art. 11 dello stesso decreto.
Inoltre le attività istituzionali svolte dalle ONLUS non costituiscono esercizio di attività commerciali. I proventi derivanti dall’esercizio delle attività direttamente connesse non concorrono alla formazione del reddito imponibile. Relativamente a dette attività non sussiste obbligo di dichiarazione. Non devono essere dichiarati i redditi di capitale, che sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Pertanto, le ONLUS sono tenute alla presentazione della dichiarazione dei redditi soltanto in presenza di redditi fondiari e di redditi diversi.
Deve pagare l’IVA? Sì. L’IVA a debito deve essere versata mensilmente mediante modello F24 entro il giorno sedici del mese successivo, con possibilità di utilizzare in compensazione eventuali crediti provenienti dalle dichiarazioni dei redditi o IVA o del sostituto d’imposta.
Deve pagare l’IRAP? Sì, perché l’IRAP colpisce tutti gli enti non commerciali, anche quelli che non svolgono neanche occasionalmente attività commerciali! Le associazioni dovranno pagare, per quanto riguarda le attività istituzionali, il 4,25% su tutte le retribuzioni per il personale dipendente o per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, sui compensi per collaborazione coordinata e continuativa e sui compensi per attività occasionali di lavoro autonomo; per le attività commerciali dovrà essere svolto un calcolo diverso.
Come?
Le associazioni che praticano attività commerciali sono obbligate, per legge, a tenere una contabilità separata per le attività istituzionali (non tassate) e per quelle commerciali (tassate); inoltre molte associazioni che svolgono attività commerciale in modo abituale si appoggiano ad un commercialista. Chi volesse fare da sè, deve affrontare la compilazione del modello UNICO (relativo agli Enti Non Commerciali).
Il modulo è reperibile nel sito dell’Agenzia delle Entrate
Quali sono le leggi di riferimento per le associazioni ONG, OdV, ONLUS, APS?
Per le associazioni in generale:
• Il Libro I, Titolo II, Capo II e Capo III del Codice Civile
• Agevolazioni tariffarie sui pedaggi autostradali. DPR 495/92 art. 373, DPR 575/93 e DM 15/04/94 art. 1
• Agevolazioni tariffe postali per associazioni: Legge 27 febbraio 2004, n. 46
• (decaduto!) Esenzioni pagamento diritti SIAE per intrattenimenti riservati a soci e invitati. DL 439/96 art. 7.
• Leggi 537l93.htm#14,14 e 287-91#6,3
Questioni fiscali per le associazioni in generale:
• Testo Unico in materia di imposte sui redditi
In particolare la lettera c del c. 1 e il c. 2 art. 73 e gli artt. 143 – 148.
• Opzione forfettaria per il pagamento dell’IVA e dell’IRES: legge 16 dicembre 1991 n. 398
• Disposizioni in materia di IVA: Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633 “Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto”.
• Esenzioni IVA per trasporto malati. Legge 507/95 [Volontariato 3/96]
• Leggi sul Bollo: D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642, tabella B allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642, tariffa dell’imposta di bollo approvata con D.M. Finanze 20 agosto 1992
• Documento che discute l’applicazione agli enti non commerciali della ritenuta del quattro per cento ai sensi del secondo comma art. 28 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
• Documento sull’assoggettabilità a IVA dei contributi erogati dagli enti pubblici
Per le Organizzazioni Non Governative di cooperazione internazionale
• Testo della legge 26 febbraio 1987 n. 49
• attendo consigli…
Per le Organizzazioni di Volontariato
• Legge quadro sul volontariato: legge 11 agosto 1991 n. 266
• Leggi regionali raccolte da Loris D’Emilio
• La definizione delle attività commerciali e produttive marginali: Decreto Ministero delle Finanze 25 maggio 1995
• Obbligo per le organizzazioni di volontariato di assicurare i propri aderenti: D.M. 14 febbraio 1992 come modificato dal DM 16 novembre 1992
Per le ONLUS
• Il Decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 nel sito dell’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e nel sito del Parlamento Italiano
• esenzioni SIAE: art. 5 D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 60 “Istituzione dell’imposta sugli intrattenimenti”
Per le associazioni di promozione sociale
• Testo della legge 7 dicembre 2000 n. 383